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Incantevoli territori per camminate a Torri del Benaco sul Garda
Camminare sulle colline del Lago di Garda.
 
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Passeggiate ed escursioni a Torri del Benaco.

Percorsi, itinerari e passeggiate sulle colline moreniche di Torri del BenacoPERCORSO STORICO MONUMENTALE
 Torri del Benaco, ridente centro della costiera veronese del Lago di Garda, è stato uno dei punti nevralgici per il controllo del bacino, come dimostra la presenza del castello, che ha inglobato le rovine di torri d’origine romana e scaligera. Addossato al versante, il centro ha fruito di comunicazioni lacuali solo a partire dal secolo scorso. Precedentemente, i collegamenti si appoggiavano alla viabilità di mezza costa, dove, lungo i sentieri, sono state scoperte incisioni rupestri che coprono un lungo arco di tempo. Viandanti, pastori,
 soldati, cacciatori hanno lasciato traccia del loro passaggio sulle pietre, a testimonianza di una lunga e continua presenza antropica, ma pure di collegamenti con il lago, la pianura e la Valle dell’Adige a nord.
 Il percorso storico ci porta in questo appuntamento alla scoperta delle sale del Museo del Castello Scaligero con particolare attenzione alla sala delle incisioni rupestri. I ritrovamenti più antichi nel territorio torresano risalgono al II millennio a.C., come testimoniato dai reperti scavati nel centro cittadino e dalle raffigurazioni incise sui liscioni di roccia affacciati sulla sponda orientale del Lago di Garda. La città di Tulles fece parte dell’Impero romano a partire dalla fine del I sec. a.C. e, successivamente, all’arrivo di Berengario I, re d’Italia, fu circondata da mura e torri. Gli Scaligeri fortificarono la darsena e il porto e sulle rovine del precedente ricostruirono il Castello che ancora oggi è possibile ammirare, seppure in parte modificato a causa dell’espugnazione dei Visconti di Milano, della conquista veneziana e dell’abbattimento della cinta muraria più esterna, al posto della quale fu creata la famosa limonaia.
Dal 1983, il Castello Scaligero diventato sede del Museo, custodisce reperti e documenti che illustrano la cultura materiale di Torri (dalla pesca all’olivicoltura, dalle testimonianze archeologiche al plastico ricostruttivo del centro storico, alle mappe raffiguranti il suo territorio nel Settecento).
Tra le curiosità più affascinanti giunte a noi dal passato, si evidenziano le incisioni rupestri che nel 1964 il prof. Mario Pasotti scoprì sulle superfici delle pareti rocciose che circondano il Lago di Garda nel suo tratto vallivo da Garda a Malcesine. Ben presto egli fu seguito nelle sue ricerche da appassionati che lo aiutarono a catalogare e rilevare sempre nuovi ritrovamenti. Il dott. Fabio Gaggia continuò la sua opera e nel 1985 istituì il Centro Studi per il Territorio Benacense che, assieme al Museo del Castello Scaligero, divennero punti di riferimento per la ricerca sulle raffigurazioni benacensi.
Il censimento effettuato dagli studiosi rivela che i comuni interessati dalla presenza delle incisioni rupestri, in un’area di circa 40 kmq a quote variabili tra 68 e 600 metri al di sopra del livello del lago, sono Malcesine, Brenzone, San Zeno, Torri del Benaco, Garda e Costermano. Ad oggi sono note circa 5000 raffigurazioni su 300 rocce, la maggior parte all’aperto, alcune in grotta o sotto ripari; il maggior numero si trova in località Brancolino nel territorio di Torri del Benaco. Purtroppo l’azione di vandali e la natura calcarea delle rocce, poco resistenti alla prolungata azione dell’acqua, hanno portato all’erosione o alla cancellazione di molti esemplari antichi o di quelli il cui tratto era poco marcato. Tuttavia, sia nella loro posizione originaria lungo le pareti di roccia, sia presso il museo è possibile ammirare alcune delle rappresentazioni più note e più bizzarre, riunite in gruppi o isolate, a volte sovrapposte une alle altre, risalenti fino all’età del bronzo (II millennio a.C.). Si incontrano esseri umani ed animali, in particolare cavalli, oggetti di varia natura, armi, imbarcazioni, figure geometriche, iscrizioni tra cui una preromana ed anche strani indecifrabili segni.
 
Tra le incisioni più note scoperte nel territorio di Torri del Benaco, si ricordano la Pietra delle Griselle, situata presso il Monte Luppia in località Brancolino, le Fornare Alte dal toponimo dello stesso nome, la Pietra degli Stregoni databile all’età moderna e forse più precisamente all’epoca napoleonica come la vicina Pietra dei Cavalieri, quella dell’Astronauta rinvenuta in un bosco e risalente all’età del bronzo o del ferro e la Pietra dell’Uomo quadrato, di difficile datazione, realizzato con la tecnica della percussione diretta nel Rosso Ammonitico.

Percorsi panoramici sul GardaTorri del Benaco non è solo lungolago e acqua azzurra, ma possiede anche un entroterra da molti considerato il più vasto ed interessante di tutta la riviera. E’ un perfetto connubio tra arte popolare, natura e paesaggio. Conoscendo meglio la zona con i suoi sentieri è possibile percorrere decine e decine di chilometri verso Castelletto, Garda o San Zeno di Montagna variando continuamente i percorsi.
L’itinerario che consigliamo per questa occasione parte da via Bellini, in località Santa Croce (il primo tornante della strada per Albisano), attraversa l’antica strada Gardesana, chiamata anche “Strada dei cavalli”, per girare dopo tre chilometri verso Albisano e tornare percorrendo in discesa la mulattiera, tra contrade semiaddormentate e capitelli da poco rinfrescati. E’ possibile praticare questo giro di circa nove chilometri a piedi o con la mountain bike; dopo i primi tre chilometri di strada battuta imbocchiamo il sentiero delle Incisioni Rupestri che ci porterà verso Albisano. Sulla destra di questa località notiamo la prima pietra incisa detta “Roccia delle Griselle” che raffigura una serie di imbarcazioni; sulla stessa roccia sono state rinvenute altre incisioni molto interessanti raffiguranti delle armi: grazie alla loro tipologia è stato possibile determinarne l’età (circa 3000 anni ).
Dello stesso periodo sono anche i dodici cavalieri armati di lancia, incisi sulla roccia successiva. Proseguendo si arriva in località Ca’ Bianca e quindi ad Albisano passando dalla contrada delle Sorti; giunti al capitello del Crocefisso, sul bivio Torri – Albisano, prendiamo un piccolo sentiero sulla sinistra, attraversiamo la provinciale e ci troviamo nella località Valmagra; continuando in discesa arriviamo a Torri del Benaco.
 


Visita alle contrade di Torri sul Garda

I riflessi di Torri
Le incisioni rupestri del Garda si trovano dislocate in varie località del Comune di Torri del Benaco e le più famose sono a “Pietra delle Griselle” e la “Pietra dei Cavalieri”, ma la più grande come dimensioni è sicuramente la “Roccia Grande” che si trova in prossimità di Crero (207 m s.l.m.), bellissimo borgo affacciato sul lago. Il nostro percorso ci porterà a  visitarla percorrendo una mulattiera che corre quasi sempre in parallelo alla sponda del lago, ma a mezza costa.
L’itinerario inizia dal paese di Torri del Benaco e ci porta a salire fino all’antica contrada di Coi. Superato un capitello, si prosegue verso le Rossone di sopra camminando lungo la mulattiera che prosegue con un andamento altalenante tra aree pianeggianti e leggeri saliscendi in prossimità delle valli. Il percorso è tutto un susseguirsi di meravigliosi panorami che si aprono sul lago in un’alternanza di aree a bosco con la tipica macchia collinare e uliveti terrazzati. Questi scorci permettono approfondimenti sulla formazione glaciale del Lago di Garda e sulla geomorfologia dei versanti.
Si prosegue poi attraversando la contrada delle Anze fino ad arrivare alla base del Sengiàlt, un’alta rupe sopra la Valle delle Fornare. Si imbocca a destra il sentiero che sale nel bosco e si raggiunge un incrocio in località Prandine.

La passeggiata prosegue sempre più attraverso tratti boscati dove è possibile osservare le particolarità della tipica vegetazione del versante lacustre, caratterizzata dalla presenza di specie mediterranee adatte a climi miti visto l’effetto di mitigazione climatica indotta dalla presenza del lago. Cominciamo ad addentrarci nelle zone dove si possono osservare alcuni liscioni, rocce levigate in superficie dall’azione del ghiacciaio e dell’acqua con una curvatura concava, che nei secoli sono state utilizzate come delle vere e proprie “lavagne” a cielo aperto. È su uno di questi, la “Roccia Grande” che troviamo, poco più avanti sul percorso, dei graffiti di varie epoche per lo più risalenti all’epoca preistorica con tracce d’incisioni di lettere alfabetiche, figure umane ed animali, tra loro in qualche modo forse connesse in una sintassi ancora non chiara. Ritornati lungo il sentiero scendiamo qualche centinaio di metri fino a raggiungere la contrada di Crero dove possiamo ammirare un bellissimo panorama su tutto l’Alto lago. Il nostro percorso volge alla conclusione e ci inoltriamo lungo la strada asfaltata che scende ripida verso la Gardesana. Scendendo di quota lentamente possiamo ancora ammirare come l’azione dell’uomo abbia trasformato dei ripidi e assolati pendii in aree terrazzate dove spiccano per bellezza e regolarità d’impianto i famosi olivi del lago che producono l’ottimo olio che tutti noi conosciamo. Giunti sull’innesto della Gardesana il pullman ci riaccompagnerà nel centro di Torri del Benaco.

La Pietra dei Cavalieri
La cosiddetta “Pietra dei Cavalieri”, in calcare oolitico, ritrovata sul versante occidentale del Monte Luppia suscita da sempre l’interesse di studiosi ed appassionati. In essa è raffigurata una parata di dodici cavalieri preceduta da due figure umane a piedi dotate di armi. Le considerazioni che gli studiosi hanno avanzato in merito alle armi rappresentate e il minor grado di usura delle figure, farebbero ipotizzare la realizzazione dell’opera in un periodo piuttosto recente, forse durante la prima campagna napoleonica del 1796 che vide lo scontro tra le truppe francesi e quelle austriache anche nei territori tra il Garda, il Baldo e la Valle dell’Adige. Altre supposizioni portano a considerare che le figure umane siano acrobati o cacciatori e non cavalieri e a datarle ad epoche più antiche. Pur nell’incertezza, rimane assodata la suggestiva sfilata di uomini e cavalli che attraversano il territorio benacense provenendo da Nord, forse dalle Alpi.

Tra gli ulivi del Lago di Garda e le colline panoramicheUn … viaggio tra gli olivi.

La presenza di Torri del Benaco tra i comuni che appartengono alla Riviera degli Olivi, è dovuta alla pianta che ne caratterizza il paesaggio.
Dal capoluogo alla collina il territorio è punteggiato da diverse varietà di olivi, che raggiungono dimensioni ragguardevoli e producono bacche di ottima qualità. la cui consistenza permette la produzione di un ottimo olio, che vanta l’acquisizione del marchio europeo della denominazione di origine protetta per l’extravergine del Garda.
Un olio dal colore giallo-verdognolo, per la presenza della clorofilla, profumo delicato e sapore morbido ma definito, leggermente fruttato.
E’ un olio di pregio, a bassa acidità (circa lo 0,50%), che viene conservato nelle classiche bottiglie verde scuro, dette “gardesane”, per proteggerlo e distinguerlo da altro olio prodotto nella zona ma non tipico, come vuole il Consorzio di Tutela che ha sede a Cavaion Veronese.
La coltivazione dell’olivo vanta una tradizione antichissima: la sua diffusione avvenne grazie alla presenza sul Garda dei grandi monasteri altomedievali che, usando l’olio per esigenze di culto, favorirono l’espansione della coltura.
Questa attività fu, con la pesca, una delle principali attività economiche della popolazione rivierasca fino a quando nella zona iniziò a svilupparsi il turismo. Oggi, pur se in modo minore rispetto al passato, viene ancora praticata, impegnando i coltivatori per il periodo ottobre/febbraio.
Sono questi i mesi della raccolta, che avviene più o meno come un tempo: la conduzione è spesso a carattere familiare, il ricorso ai fitofarmaci è limitato, il frutto viene raccolto manualmente o battuto, avvalendosi di grandi reti stese sul terreno. Molto caratteristica è la lunga scala a pioli ( scarió o scalì ) di cui ci si serve per arrivare a cogliere l’oliva, depositata poi in un contenitore attaccato alla cintola ( gremàl ), fino a non molti anni fa in pelle d’asino.
Oggi solo le grandi aziende agricole praticano la raccolta avvalendosi di macchine. L’oliva raccolta viene poi trasportata nel più breve tempo possibile al frantoio, che procede alla molitura tramite l’ausilio di moderne macchine.
Un tempo il sistema di estrazione dell’olio dalla drupa avveniva nei vari tòrcoj disseminati sul territorio, undici solo nel comune di Torri agli inizi del Novecento. Oggi il frantoio locale è uno solo, situato in località San Faustino, per cui ci si avvale anche di quelli, privati o cooperativistici, sparsi anche nei comuni vicini. Interessante è la visita alla sala dell’oliva presso il Museo del Castello Scaligero, dove nel cortile è visibile anche un vecchio tòrcol, proveniente dalla contrada di Coi, con parti originali in pietra risalenti, secondo alcuni, addirittura all’epoca romana.
Se il Museo del Castello dà testimonianza dell’antico sistema produttivo, è però spostandoci nel piccolo borgo di Crero, a nord del paese, che è possibile visionare ancora in una casa un vecchio frantoio, con la caratteristica macina un tempo azionata da un asino.
 

Le ville signorili di Garda

Lungo il percorso che da Torri porta a Garda possiamo ammirare alcune antiche ville signorili, che purtroppo non sono visitabili, ma un’idea della loro magnificenza si può avere effettuando un’escursione in barca nelle acque antistanti.
Partendo da Torri del Benaco la prima tappa obbligata è senz’altro San Vigilio, uno splendido borgo che si specchia su una baia dalle acque turchine, una località che ebbe l’onore di ospitare personaggi illustri come Maria Luisa d’Austria, lo zar Alessandro II, Lawrence Olivier, Winston Churcill, il principe Carlo d’Inghilterra ed altri.
Qui è possibile fermarsi per godere della vista di un magnifico palazzo del XVI secolo, commissionato al Sanmicheli dal nobile Agostino Brenzone.
La chiesetta dedicata a San Vigilio, di pertinenza della villa, risale al Cinquecento. Nello splendido parco che circonda la villa statue antiche e una piccola serra di agrumi. Subito dopo San Vigilio, procedendo verso Garda, in località Scaveaghe troviamo la villa Carlotti-Canossa, progettata nella seconda metà del Settecento dal Giuliari e ristrutturata dall’architetto Giacomo Franco nel 1875.
La villa, circondata da uno splendido parco di tipico gusto inglese della fine ‘800, fu testimone del travagliato amore tra la marchesa Alessandra di Rudinì, vedova Carlotti, e il poeta Gabriele D’Annunzio.
Prima di entrare nel paese di Garda, campeggia a ridosso della statale l’imponente villa Becelli-Albertini ricostruita, su un precedente palazzo del Cinquecento, all’inizio dell’800 dall’architetto Francesco Ronzani.
Qui, l’11 giugno 1848, il re del Piemonte Carlo Alberto si incontrò con la delegazione lombarda per l’atto di annessione della Lombardia al Piemonte.
Nei pressi del porto di Garda non può mancare una visita a Palazzo Carlotti, della nobile famiglia Carlotti, feudatari di Garda, che risale al Tre-Quattrocento ed è costruito in tipico stile gotico-veneziano.
Da Torri a Crèro
Un tuffo in mezzo alla natura tra splendidi scorci panoramici è possibile visitando la caratteristica contrada di Crèro, nei cui dintorni si trova anche la più grande roccia incisa del Lago di Garda.
Vi si arriva percorrendo a nord la statale Gardesana per 4 chilometri ed imboccando a destra il bivio prima di località La Pozza.
Salendo a monte, si arriva a questa suggestiva borgata, che fu fondata in epoca medievale da coloni scesi da San Zeno di montagna in cerca di terre più fertili.
Dal luogo dove si trova la chiesetta dedicata a San Siro, fatta costruire da un abitante del luogo nel 1713, l’occhio umano può spaziare su tutto l’Alto Lago godendo di un panorama straordinario.
 Attraversato il piccolo borgo è possibile dirigersi verso la zona dei graffiti dove è visibile la Roccia Grande, che riporta incise figure umane, simboli, imbarcazioni databili dall’età preistorica fino ai giorni nostri.
Incantevoli percorsi e sentieri per piacevoli scarpinate sui colli circostanti


LE ANTICHE CONTRADE DI TORRI
Dalla Gardesana risaliamo la strada per Albisano per circa 200 m e alla prima curva seguiamo la deviazione che si stacca sulla sin.; quindi seguiamo le indicazioni per Coi e presto arriviamo alla chiesa di S. Antonio (sec. XV-XVII). Proseguiamo e in località Preèl, nei pressi del cimitero, iniziamo la salita su un acciottolato, tra gli olivi, per arrivare nell’antica contrada di Coi.
Superato il capitello della Veronica, passiamo davanti ad una fontana e giriamo a sin. verso le Rossone di sopra dove, costeggiata la casa – sul muro esterno il capitello della Madonna della Corona -, ci dirigiamo verso nord, seguendo la mulattiera che si snoda parallela alla costa, con andamento pianeggiante e leggeri saliscendi in prossimità delle valli. Quando ci innestiamo sulla strada asfaltata che porta ad Albisano (1 h), l’attraversiamo e, un po’ più in alto, riprendiamo la mulattiera, a sin., fra gli oliveti e il bosco, e dopo poco arriviamo ad una grande croce di legno, nei pressi della contrada delle Anze. Superata la contrada, arriviamo alla base del Sengiàlt, un’alta rupe sopra la Valle delle Fornare. Imbocchiamo a destra il sentiero che sale nel bosco; arriviamo ad un incrocio di sentieri, sovrastante la contrada delle Prandine.
 Noi seguiamo la pista principale, superiamo un lisciane (con incisioni moderne) e riprendiamo il sentiero che continua sempre verso nord; presto troviamo in successione altri liscioni, di dimensioni limitate, che superiamo seguendo il sentiero in mezzo al bosco; quindi arriviamo all’innesto della strada che porta a Crero-Albisano e dopo 10’ siamo alla Roccia Grande (2 h), un grande liscione con graffiti di varie epoche, che si trova poco discosto dalla pista, sulla destra.
 Ritornati sul sentiero, in breve arriviamo ad una valletta dove, infisse nel muro, vediamo delle strane pietre con un foro nel mezzo; pochi metri dopo la valle, trascurando una deviazione a destra che sale a San Zeno, noi scendiamo. Ed eccoci arrivati nella contrada di Crero (m 207). Nelle vicinanze si trova la chiesetta di San Siro (sec. XVIII), da dove l’occhio può spaziare su tutto l’Alto lago; da qui uno sterrato porta a Pai, mentre la strada che sale arriva a San Zeno di Montagna.
Ritorniamo alla contrada e scendiamo lungo la strada asfaltata che si innesta sulla Gardesana, ma noi, quando arriviamo al bivio per Ca’ Cavrie teniamo la sinistra e poco prima delle case imbocchiamo la pista, in parte selciata, che sale ripida alla parte alta della contrada.
Da qui proseguiamo lungo il sentiero, ben segnato, superiamo la cava sulla destra e, sempre tra l’oliveto e il bosco, arriviamo su una strada asfaltata (3 h e 15’), scendiamo per un breve tratto e arriviamo all’antica contrada delle Prandine, passiamo sotto un volto e seguiamo lo sterrato; si scende in mezzo agli olivi e, dopo aver superato una valle, arriviamo alla contrada delle Fornare, per giungere infine a Torri (4 h). 
 
Testi per gentile concessione del signor Prof. Giorgio Vedovelli.

Escursioni e visite guidate Estate 2017 a Torri del Benaco sul Lago di Garda

 


 
 
   
   
 

Degustazione del vino Bardolino nelle cantine del Garda

 

 

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