Cosa Visitare a Torri del Benaco sul Lago di Garda. Visitiamo il Castello Scaligero e le bellezze artistiche della cittadina lacustre.

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Cittadina lacustre Torri del Benaco sul Garda.
Città di Torri del Benaco
 
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Torri del Benaco. Visitiamo la città!

Il Santuario della Madonna del Frassino a Peschiera sul Garda
La gloria più bella e più prestigiosa che rimane nella storia di Peschiera è il Santuario della Madonna del Frassino, “vera perla preziosa incastonata in questo splendido territorio veronese” (Mons. Nicora, già Vescovo di Verona). La sua origine risale ad un’epoca turbata da mutamenti politici....

Il Santuario della Madonna del Frassino a Peschiera sul Garda - Verona

Il Santuario della Madonna del Frassino a Peschiera sul Garda >>

Il Santuario della Madonna della Corona a Spiazzi
Il Santuario Madonna della Corona a Spiazzi è una delle località più suggestive dell’alta Italia a mt. 774 sul mare, a strapiombo sulla valle dell’Adige e dista km 1,5 da Spiazzi, km 20,2 dall’autostrada del Brennero casello di Affi, km 38 da Peschiera e km 44 da Verona. E’ il Santuario...

Il Santuario Madonna della Corona a Spiazzi di Ferrara di Monte Baldo

Il Santuario della Madonna della Corona a Spiazzi >>

Visitiamo Torri del Benaco!
Il centro della vita economica di Torri è la zona del porto, da sempre; qui si trovano alcuni degli edifici più rappresentativi del paese, in primo luogo il Castello Scaligero (visita il Museo), fatto costruire alla fine del ‘300 da Antonio della Scala, preoccupato di difendere i suoi possedimenti ...

Torri del Benaco

Visitiamo la città di Torri del Benaco! >>

Il Museo del Castello Scaligero di Torri del Benaco
All'interno del Museo del Castello Scaligero potrete visitare le varie sale che contengono oggetti e scritti che vi aiuteranno a conoscere le nostre tradizioni e la nostra cultura. Ad esempio la sala della pesca , è la prima sala museale, sorta in Italia, dedicata alla pesca delle acque interne; ...

La bissa o gondola nel Museo del Castello Scaligero di Torri del Benaco

Il Museo del Castello Scaligero di Torri del Benaco >>

La Torre dell'Orologio
A nord del paese si erge la torre del comune nella quale venivano convocate al suono della campana, le adunanze della vicinia e si tenevano gli incanti. Nella sua sala si radunava il Consiglio dei 24 e quello più ristretto dei sei. Nel 1531 venne effettuato un primo restauro. Il locale a piano ...

La Torre dell'Orologio a Torri del Benaco

La Torre dell'Orologio >>

La Grotta Tanella a Pai
La grotta Tanella si apre alle pendici del Monte Baldo e si sviluppa nel cuore della montagna per 400 m circa. Presenta suggestivi e spettacolari ambienti creati dall’acqua: meandri, gallerie, stalattiti e stalagmiti di varie dimensioni e colori. L’escursione, di tipo speleoturistico, è aperta ...

La Grotta Tanella a Pai di Torri del Benaco

La Grotta Tanella a Pai >>

Il Castello Scaligero di Torri del Benaco
La costruzione del Castello Scaligero risale agli ultimi anni della dominazione scaligera. Sorto sulle rovine di un preesistente maniero d'epoca alto medievale, la fortezza aveva una funzione prettamente difensiva. Le sue torri facevano parte della cinta muraria che circondava e ....

Il Castello Scaligero di Torri del Benaco sul Lago di Garda

Il Castello Scaligero di Torri del Benaco >>

La Serra dei Limoni nel Castello Scaligero di Torri del Benaco
Secondo la tradizione gli agrumi furono introdotti sul Garda nel sec. XIV ad opera dei frati francescani. Le prime limonàre sorsero sulla sponda bresciana, per lo più nei territori di Gargnano e di Limone, ma non mancavano neppure sulla costa veronese, dove il centro principale ....

La serra dei limoni dalle mura del Castello Scaligero di Torri del Benaco

La Serra dei Limoni nel Castello Scaligero di Torri del Benaco >>

Le incisioni rupestri a Torri del Benaco
Secondo la tradizione gli agrumi furono introdotti sul Garda nel sec. XIV ad opera dei frati francescani. Le prime limonàre sorsero sulla sponda bresciana, per lo più nei territori di Gargnano e di Limone, ma non mancavano neppure sulla costa veronese, dove il centro principale ....

Torri del Benaco - Pietra dei Cavalieri

Le incisioni rupestri a Torri del Benaco >>

La sala della pesca nel Castello Scaligero di Torri del Benaco
La sala che stiamo per visitare è la prima sorta in Italia dedicata alla pesca delle acque interne ed è articolata in varie sezioni. In alto, appena entrati, vediamo spiegato uno sparavér - il giacchio - una rete «da lancio» non più in uso do parecchi decenni. Sulla destra, poi, troviamo la sezione ...

La bissa nel Museo della Pesca nel Castello di Torri del Benaco

La sala della pesca nel Castello Scaligero di Torri del Benaco >>

La pesca delle alborelle sul Lago di Garda
Sfogliando i registri dei morti della parrocchia di Torri, alla data 7 luglio 1747 troviamo un certo Gian Maria Gozzer, abitante in una delle contrade a Nord del paese, “interfectus”, ucciso nel corso di uno scontro fra pescatori di Torri ed altri provenienti dalla sponda bresciana per il controllo delle ...

Rete con  bertovello e pesca della alborelle

La pesca delle alborelle sul Lago di Garda >>

 


 

TORRI DEL BENACO

Le origini di Torri del Benaco si perdono nella notte dei secoli. I primi segni della presenza dell’uomo sono da far risalire al 2000 circa a.C.: nel 1978, durante scavi nel centro storico furono rinvenuti frammenti in ceramica decorata e oggetti in selce attribuibili all’età del bronzo e negli anni ’60 vennero trovate tracce di un antico insediamento palafitticolo. Altre testimonianze della presenza umana di quel periodo sono le numerose incisioni rupestri, raffigurazioni di notevoli dimensioni incise su lastre di pietra. Torri (Tulles) entrò a far parte dell’Impero romano verso la fine del I sec. a.C.: lo conferma il rinvenimento di monete di età imperiale e molti toponimi ancora esistenti come Le Sorti (sortes) e Il Salto (saltus); lo dimostrerebbero soprattutto la torre ovest del Castello e l’impianto urbanistico del porto e del Trincerò, nella parte nord del centro storico. Dopo la caduta dell’impero romano, dilagarono le popolazioni dei Goti, poi dei Longobardi e dei Franchi e agli inizi del X sec. penetrarono gli Ungari. Perciò l’allora re d’Italia Berengario I°, che nel 905 giunse e si fermò a Torri, fece erigere la cinta muraria di cui rimangono ampi resti e la Torre di Berengario, ora in piazza della Chiesa. A Torri datò 6 diplomi con i quali volle ricompensare con donazioni coloro che lo avevano aiutato contro Ludovico III di Borgogna. All’inizio del I millennio Torri godeva di un’importanza strategica e di una certa rilevanza politica essendo sede del Consiglio della Gardesana. Nel XII secolo la sponda veronese del Lago di Garda vide passare le truppe del Barbarossa; a questo stesso periodo risalgono la Chiesa di San Giovanni, nei pressi del vecchio cimitero, la Chiesa della Trinità, al porto, e San Gregorio a Pai. Con l’avvento degli Scaligeri a Verona, a Torri vennero rafforzate le difese del porto, creando una darsena fortificata e innalzato il Castello voluto da Antonio Della Scala, sulle rovine di una struttura preesistente, uno dei fortilizi più importanti di tutto il Garda. Attualmente ospita un interessante Museo etnografico, con gli aspetti più caratteristici della cultura locale e sul lato meridionale una serra di agrumi. Ma l'allestimento di tutte queste difese non impedì la guerra tra i Visconti e i Da Carrara che si alternarono nel dominio della sponda del lago, fino al dominio della Repubblica di Venezia (1405) durante la quale Torri divenne sede della Gardesana dall’Acqua, federazione di 10 comuni con compiti di repressione del contrabbando e di ripartizione degli oneri fiscali. Il Consiglio della Gardesana dell’Acqua era ospitato nell’ala del palazzo ora occupata dall’albergo Gardesana un tempo dei nobili Calderini ed era presieduto dal Capitano del Lago. Tra i torresani che assolsero a tale compito si ricorda Giovanni dei Menaroli (1380). Nel ‘5 - ‘600 ci furono devastanti pestilenze che dimezzarono la popolazione di Torri; per contrastare il flagello gli appestati venivano raccolti vicino alla chiesa di San Giovanni e nel monastero annesso alla Chiesa di San Faustino. Un interessante raffigurazione di Torri del Benaco di questo periodo si trova in un affresco nella Chiesa di Sant’Antonio, sulla strada che porta alla contrada di Coi: il paese, cinto dalle mura medioevali è rappresentato con il castello scaligero a sud e la chiesa parrocchiale a nord, prima dell’ampliamento settecentesco, con un piccolo campanile addossato. Troviamo numerose informazioni sulla vita quotidiana dei pescatori e dei contadini del piccolo centro di Torri nel XVIII sono riportate nel libro che contiene i verbali delle sedute della Vicinia, l’assemblea dei capifamiglia che si radunavano per trattare gli affari. Nel 1797 i soldati di Napoleone sbarcarono a Torri e non mancarono scontri tra austriaci e napoleonici. Nelle acque del lago, di fronte a Pai, una flottiglia austriaca mise in fuga i francesi. Dopo le razzie fatte dalle truppe napoleoniche, le nostre zone furono interessate dalla carestia, da freddi eccezionali, da siccità, da malattie. A fine ‘800 giunse sicuramente a Torri l’eco delle guerre d’indipendenza combattute nel basso lago e delle imprese garibaldine, in cui si distinse anche il botanico torresano Gregorio Rigo, e nel 1866 anche Torri entrò a far parte del Regno d’Italia. L’attività prevalente era la pesca e la coltivazione degli olivi ma si lavorava anche nelle serre di agrumi e nelle cave di marmo. Tra i personaggi di spicco in questo periodo si ricorda mons. Giuseppe Nascimbeni, nato a Torri.

Testo 2 - Abitato già in epoca preistorica, Torri corrisponde forse all’antico Tulles, capoluogo della popolazione retica dei Tulliassi. In antico si chiamava anche Castrum tuttium e durante la dominazione romana fu centro importante grazie alla sua posizione strategica. Fu pi centro di popolamento longobardo e nei primi anni del X sec. vi si rifugiò Berengario I, re d’Italia, che ordinò la costruzione delle mura – ancora in parte visibili – e del castello, di cui rimane la torre che guarda il lago. Nel XI secolo Torri faceva parte della contea di Garda, quindi nel 1193 passò al comune di Verona e poi alla signoria degli Scaligeri, i quali nel 1383, con Antonio della Scala, fecero ricostruire il castello. Al periodo scaligero risale pure la Torre dell’ Orologio, nei pressi della chiesa parrocchiale. Dopo un breve intermezzo dei Visconti di Milano e dei Carraresi di Padova, nel 1405 passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia, divenendo sede del Consiglio della Gardesana dall’Acqua, una federazione di Comuni della sponda veronese del lago con compiti soprattutto fiscali e di repressione del contrabbando, che si riuniva nel quattrocentesco Palazzo della Gardesana, al porto. Prima di ogni riunione i consiglieri si recavano nella vicina chiesa della SS. Trinità per la messa. Questa chiesetta, risalente al sec. XIV, al suo interno conserva pregevoli affreschi tre-quattrocenteschi. La floridezza economica di Torri durante l’epoca veneta è attestata da alcuni edifici signorili, come il Palazzo Marai-Mari, in vicolo Cairoli, e le case che fanno da corona al porto, tra le quali è da segnalare la deliziosa Casa dei Vicari. Particolarmente interessante è poi la Chiesa parrocchiale, innalzata agli inizi del XVIII sec. in un sobrio stile barocco e con all’interno pregevoli altari settecenteschi dei trentini Cristoforo e Teodoro Benedetti, e le coeve pale degli artisti Simone Brentana, Pietro Rotari e Felice Boscaratti; magnifico l’organo costruito nel 1742-44 da Giuseppe e Angelo Bonatti di Desenzano. Tra i personaggi illustri merita un ricordo l’umanista Domizio Calderini, nato a Torri nel 1444, ricordato da una stele marmorea fatta innalzare dal padre nei pressi della chiesa di SS. Trinità. Altri personaggi importanti furono il botanico Gregorio Rigo (1841-1922) w mons. Giuseppe Nascimbeni (1851-1921).

 

 
   
   
 

L'Azienda Agricola Cantina Cà Bottura si trova lungo la strada che unisce il paese di Bardolino ad Albarè

   

 


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