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Chiesa di San Martino a Albisano

Le vicende istituzionali

La prima testimonianza scritta relativa alla chiesa di San Martino di Albisano risale al 1401, quando un lascito testamentario dispone una somma “in reparacione ecclesie Sancti Martini de Albisano”. Evidentemente la chiesa preesisteva già da tempo e anche se non gode ancora della dignità di parrocchiale si propone come il centro della vita religiosa della comunità di Albisano. Nel 1530 risulta affidata alla cura del parroco di Torri, ma è anche dotata di fonte battesimale, evidentemente per la distanza che la separa dalla chiesa madre.

Due anni dopo, pur essendo ancora formalmente dipendente da Torri, viene detta parrocchiale e vi risiede stabilmente un cappellano. Il giuspatronato, ovvero il diritto di proporre la candidatura del sacerdote poi investito dal Vescovo, è detenuto nel corso di questo secolo dalla comunità di Albisano: per favorire l’insediamento stabile di validi chierici nel 1571 la vicinia decise di dotare la chiesa di beni e rendite.

È con questa data che tradizionalmente si indica la nascita della parrocchia di Albisano, anche se non corrisponde formalmente alla sua creazione: nella visita pastorale successiva, nel 1582, viene comunque riconosciuto il titolo di parroco a quello che solitamente era indicato semplicemente come cappellano. Il distacco dalla parrocchia di Torri non fu un processo lineare: ancora nel corso del Settecento costituì motivo di aspri conflitti tra le due comunità.

Le vicende materiali

Le origini dell’edificio chiesastico di Albisano possono forse risalire al XII secolo, allorquando l’abitato è attestato nell’elenco delle villa e soggette al Comune veronese, ma è documentato con certezza con l’inizio del XV secolo. Dal XVI secolo si ha notizia di alcune modifiche alla sua struttura relativamente all’altare della Beata Vergine, con la cappelletta appositamente costruita sul lato Sud, e alla sacrestia, aggiunta sul lato nord in prossimità dell’abside. Nello stesso secolo dovette pure essere rifatto o innalzato ex novo il campanile.

Alla fine del secolo la chiesa appare angusta per la popolazione di Albisano. Per questo motivo nel 1605 vennero intrapresi interventi edilizi di ampliamento che interessarono l’abside, sostituita da un ampio coro a pianta poligonale, e il lato meridionale, con l’edificazione di una cappella per l’altare di San Francesco voluto dal nobile Giovanni Montagna. Questo altare venne ad aggiungersi ai due preesistenti: uno minore dedicato alla Beata Vergine del Rosario ed il maggiore, dedicato ovviamente a San Martino.

Ma è con il 1764 che ebbe inizio una radicale ristrutturazione dell’intera chiesa, durata fino agli inizi del XIX secolo e che la portò all’attuale configurazione. L’edificio venne sopraelevato, prolungato ad ovest ed allargato inglobando le cappellette laterali, con il conseguente rifacimento degli interni e della facciata; il campanile rialzato e dotato di una nuova cella campanaria e guglia.

L’edificio e gli arredi

La facciata si articola in due ordini scanditi verticalmente da una coppia di lesene che delimitano lo spazio del portale di accesso e dell’ampia finestra superiore e termina con un frontone timpanato. Sul lato settentrionale si eleva il campanile nella cui parte inferiore si leggono chiaramente i segni della fabbrica cinquecentesca, mentre alla ristrutturazione settecentesca si deve la cella campanaria che conserva un completo concerto di campane della fonderia Cavadini.

L’interno si presenta ad un’unica ampia navata chiusa da una balaustra verso il presbiterio, dove si impone in tutta la sua magnificenza l’altare dedicato a San Martino realizzato prima del 1753 ad opera dei lapicidi Domenico e Giuseppe Antonio Sartori di Castione di Brentonico.

Sulla sua sommità è posto il Cristo risorto, statua lignea dell’inizio del Settecento e risalente al precedente altare.

Sul lato sinistro della navata si trova l’altare di San Carlo Borromeo, realizzato tra il 1764 e il 1833 in sostituzione di quello dedicato a San Francesco, con una pala raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Carlo Borromeo, Francesco d’Assisi, Eurosia e Valentino, copia dei primi anni del Settecento di un’opera di Alessandro Turchi.

Sul lato destro l’altare della Madonna del Rosario , con l’ottocentesca statua della Vergine, progettato da Felice Morelli tagliapietra di Albisano prima del 1784 e terminato nel 1812 dopo la sua morte. Tra gli arredi si segnalano la scultura lignea di San Giovanni Battista , realizzata dopo il 1664 ed ora collocata sul moderno fonte battesimale; le due statue lignee poste nella cappella absidale raffiguranti San Martino e San Carlo Borromeo , rispettivamente del XVII e XVIII secolo.

Sempre nel coro è stata recentemente collocata una pregevole pala seicentesca con la Vergine annunciata . Le ultime pitture antiche sono le stazioni della Via Crucis, realizzate forse tra il 1748 e il 1761, mentre moderne sono le decorazioni ad affresco nella zona absidale e nella volta della navata realizzate da Adolfo Mattielli nel 1944.

Credits

Testi: Andrea Brugnoli – Giuliano Sala
Dalla raccolta: “Tra gli Olivi i Tesori di Torri del Benaco” (Biblioteca Comunale di Torri del Benaco)

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