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Itinerario sul Monte Baldo

“Itinerario sul Monte Baldo”
a cura dei ragazzi dell’Istituto Tecnico del Turismo “Sacra Famiglia”
Via B. Giuseppe Nascimbeni, 12 – 37010 Castelletto di Brenzone (VR)


Tempo: 4 ore circa
Difficoltà: facile
Equipaggiamento:Scarponcini
abbigliamento comodo binocolo e macchina fotografica
acqua da bere.


Si parte da Malcesine con la funivia e si arriva prima a S.Michele (600m) e poi a “Tredespin di sopra” (1760m). Al trivio si prosegue per il sentiero che porta alla riserva integrale di Selva Pezzi. Il sentiero prende quasi subito il nome di “Strada delle Vacche”, perché nei tempi passati veniva usato per la transumanza; in breve (20 minuti ca) si arriva alla riserva. Immersi nella natura dei luoghi ascoltiamo i suoni della natura mentre andiamo in discesa attraverso la stradina delimitata da una staccionata. Osserviamo gli alberi maestosi fino a raggiungere una piccolissima radura dove, alla nostra destra, è presente una piccola pozza detta “Pozza Pezzon” (1350m). Dopo cinque minuti di cammino da quest’ultima giungiamo ad un bivio: sulla destra c’incamminiamo per un sentiero verde chiamato “Strada del Fuoco”.

Giungiamo, dopo circa 20 minuti, nei “Colonei” e dopo soli 10 minuti passiamo sotto il percorso effettuato dalla funivia e arriviamo nei “Prai”. Ci fermiamo a visitare una vecchia baita (150 anni circa) Scendiamo verso il rifugio da “Kira”, dove consumiamo il pranzo. Ripartiamo prendendo la stradina sulla sinistra che continua in discesa e, superata la “Lobìa del Signò”, ci porta a S.Michele (dopo 2 ore di cammino) e da qui prendiamo la funivia che ci riporta a Malcesine.

TRÈ DE SPÊI: è questo (tratto Spino) il nome ufficiale della località, come chiaramente confermato in carte documentali del 1417 e ribadito in tutte le attuali “tabelle” topografiche anche al di fuori del Baldo. Il nostro Trè non è che l’abbreviativo del diffusissimo tret= tratto. In quanto alla denominazione Spêi, altro non è che la pronuncia locale del veneto spin/spino, usato ovunque ad indicare “tratto di vegetazione cespugliosa, incolta”.
EL SENTÉ DE LE VÀCHE: sentiero che corre dal Pezzon a Tratto Spino. La denominazione è collegata al fatto che esso è il percorso abituale delle vacche che, alla chiusura della Malga Tratto Spino, scendono ai pascoli più bassi o alle stalle d’inverno.

LA PÓSA DEL PESÔ: la denominazione sta ad indicare la posizione della Posa, situata a breve distanza dalla “grande e grosso pezzo” da cui ha preso nome la località al limite nord della Selva Pezzi.

LA VIA DEL FÓCH: si estende fra i Colonei e Selva Pés. Ha la funzione fondamentale di “sentiero tagliafuoco”: serve cioè, sia ad impedire la propagazione d’un eventuale incendio del bosco, come anche di offrire un facile percorso a chi dovesse prestarsi al compito dello spegnimento d’un incendio; di qui la ragione della denominazione via, anziché di “sentiero” quasi a sottolineare l’ampiezza del percorso e l’importanza della funzione.

I COLONÈI: I Colonèi era la definizione latina de “il ceppo di confine” che delimitava le singole proprietà private. Quando la vasta estensione boscosa compresa fra i Prài e le Fràte, un tempo tutte di proprietà comunale, fu suddivisa fra i privati, si cominciò ad indicare l’ampia zona boscosa confinante con i Prài col nome stesso dei Cippi confinari, Colonnelli. La denominazione era un tempo largamente diffusa, tant’è vero che anche le rive erano (e sono tutt’ora) divise in colonnelli: il colonnello di Navene, quello di Paina; il colonnello della Madonna, e quello di Cassone, tutti e sempre in derivazione della voce latina columnellus=”colonnetta, o pietra di confine”.

I PRÀI: estesa zona prativa che ricopre tutta la parte nord-occidentale del Baldo malcesinese. Attraverso il corrispondente italiano risale al latino prata=”i prati”, che nella zona è largamente diffuso nella forma prada.

CÓ DA CRÀC: la cò da Crac nei documenti settecenteschi è riportata come Corno da Crato. Si tratta di un dirupo roccioso che si eleva a circa metà della costa del Baldo, immediatamente sotto i Prai. Le “tabelle” dell’IGM riportano normalmente crat, mentre il parlare corrente riferisce la denominazione solo al plurale crac. Il valore letterale del nostro toponimo è quindi quello di prominenza rocciosa. EL SIGNÓ: è l’ampia tettoia che copre l’intera carreggiata della mulattiera al bivio per i Prai. Essa protegge, oltre che un grande crocefisso, anche alcune immagini di Santi disposte sulle due facciate interne della tettoia. Sotto di essa, era di rigore per tutti i passanti, al tempo della transumanza, una sosta per il riposo degli animali, ma soprattutto per una immancabile preghiera da parte dei conducenti. La denominazione nasce probabilmente dall’assenza della figura specifica d’un “Santo”, sostituita dalla prevalente immagine della croce.

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